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DALLE MATERIE PRIME AL PROFUMO

Gli oli essenziali sono miscele di sostanze aromatiche organiche diverse (alcooli, aldeidi, chetoni, acidi, esteri, eteri, terpeni ecc.); sono ottenuti con vari metodi, tra cui la distillazione in corrente di vapore o per spremitura da materiale vegetale di un unico genere botanico e specie botanica dei quale possiedono le caratteristiche organolettiche (sapore e odore) e portano generalmente il nome. In passato i derivati odorosi delle piante aromatiche venivano designati con nomi diversi, come aromi, oli eterei, essenze, ma la Farmacopea Francese dal 1972 ha uniformato la nomenclatura introducendo tassativamente il termine di olio essenziale.
La Farmacopea U ciale Italiana, de nisce gli oli essenziali come “miscele complesse di sostanze organiche volatili di costituzione chimica diversa, contenute nelle piante dalle quali vengono ricavate, ordinaria- mente, mediante distillazione in corrente di vapore, estrazione con solventi o per mezzo di procedimenti meccanici idonei”.
Presentano, inoltre, alcune caratteristiche generali:
■ hanno la profumazione caratteristica delle piante da cui si ottengono;
■ sono generalmente liquidi;
■ sono lipo li (cioè solubili in olio e insolubili in acqua);
■ hanno densità relativa minore dell’acqua (cioè galleggiano sull’acqua);
■ sono otticamente attivi.
L’uso degli oli essenziali e la conoscenza delle tecniche di distillazione sono molto antichi perché risal- gono, forse, a 4000 anni fa. Ma è solo dal 1700 che un piccolo gruppo di resine e di oli essenziali sono impiegati con sistematicità nella cura delle malattie dell’uomo. Da allora il loro numero è progressiva- mente aumentato no a giungere a oltre un centinaio di oli essenziali disponibili, sebbene in terapia se ne utilizzino da 30 a 40. Gli oli essenziali esercitano delle attività terapeutiche polivalenti i cui meccani- smi d’azione, per la loro complessità
ma anche per la scarsità di studiosi che si dedicano a questo ramo del-la ricerca, non sono sempre chiari e univocamente individuati. Tuttavia si può dire che i prodotti odorosi
delle piante aromatiche influenzano tutti i sistemi organici con un’azione di potenziamento delle funzioni vita-li; accanto a questa attività aspetti ca di riequilibrio metabolico ve ne sono altre, caratteristiche per un loro tro-pismo speci co verso un organo, un sistema o un apparato.
I costituenti chimici delle essenze, il loro odore, il loro sapore, agendo singolarmente o in sinergia, determinano sempre un’azione globale che coinvolge l’u-nità psicosomatica dell’uomo.

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