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La psicologia del profumo

La psicologia del profumo è fondata sul potere che gli aromi esercitano sulla nostra mente.

Le fragranze suscitano reazioni emotive, lasciano un segno nella memoria e agiscono sull’attività degli emisferi. Il sistema limbico, la parte più arcaica del nostro cervello, è il luogo in cui si realizza l’alchimia tra pensiero e materia, prima che avvenga il riconoscimento dell’odore.

Tutto quello che ci circonda possiede un odore, molto spesso non riusciamo a percepirlo o non ce ne rendiamo conto, ma questo odore influisce sulle nostre scelte, sul nostro umore e sul nostro benessere.

Tramite l’olfatto interagiamo con l’ambiente, ci adattiamo e tramite gli odori comunichiamo il nostro essere e il nostro sentire. Alcuni aromi sono veri e propri archetipi e parlano al nostro inconscio.

La memoria olfattiva è estremamente potente e può risvegliare emozioni antiche e ricordi che pensavamo di aver dimenticato. L’olfatto, in effetti, è assieme al tatto il primo senso ad essere attivo fin dal nostro primo respiro. E nel corso della nostra vita gli odori con cui entriamo in contatto ci condizionano e possono influenzare il nostro stato d’animo.

Esiste un vero e proprio alfabeto degli odori, tanto che tramite l’utilizzo di oli essenziali estratti da piante, fiori e frutti, è possibile ottenere un preciso effetto sul sistema nervoso e sul nostro equilibrio energetico.

Ogni creatura vivente (incluse piante, animali ed esseri umani) ha una struttura energetica che non si vede (come non si vedono le onde radio, ma sappiamo che esistono perché ascoltiamo musica da un apparecchio apposito; così ogni creatura vivente è costituita da energia, distribuita lungo tutto l’organismo – e sappiamo che è così perché l’agopuntura funziona, come riconosciuto anche dalla medicina tradizionale).

Questa energia vitale è chiamata – a seconda delle diverse millenarie tradizioni – Qi, o Prana, e può andare incontro a blocchi o disequilibri in funzione di diversi fattori (ambientali, traumatici, psichici, alimentari, emozionali, ecc.).

 

Poiché ogni corpo vivente ha una sua energia, che corrisponde ad una sorta di “frequenza”, è possibile riequilibrare eventuali squilibri o sblocchi attraverso l’utilizzo di sostanze, come gli oli essenziali, che “risuonano” a quella stessa frequenza. Ecco allora la possibilità di intervenire in modo dolce e “vibrazionale” per ristabilire delle armonie perdute. Un po’ come se le essenze con cui entriamo in contatto intonino una melodia sulla quale le nostre cellule sono dolcemente richiamate a danzare.

 

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