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La Storia del Profumo – Il profumo nell’antico Egitto

storia del profumo

La storia del profumo è affascinante e coinvolgente, per questo motivo abbiamo deciso di inoltraci in questo viaggio a ritroso nel tempo, insieme a te.

Lo scopo è quello di riportare alla luce le origini di un prodotto che, da più di settemila anni, pervade, con le sue sfaccettature olfattive, il racconto di ognuno di noi.

La storia del profumo affonda le sue radici nella notte dei tempi, ci accompagna in ogni nostro passo, pervade la nostra percezione della vita e nutre la nostra mente.

La storia del profumo – l’origine di un nome

Possiamo ragionevolmente presumere che l’uomo, fin dalla scoperta del fuoco, abbia iniziato ad apprendere come ogni tipo di legno o sostanza bruciata, emanasse un suo particolare profumo.

Il termine “profumo” è un’esalazione del latino per fumum, che letteralmente significa “attraverso il fumo”.

L’origine etimologica di questo termine deve essere ricondotta all’utilizzo di oli ed aromi essenziali, che venivano bruciati in offerta agli dei e agli antenati.

Questa pratica detta fumigazione era impiegata, come mezzo, per far giungere le orazioni agli esseri divini.

Ancora oggi, la fumigazione, costituisce un supporto alla preghiera e alla meditazione ed è alla base della moderna Aromaterapia.

La storia del profumo – Egitto, la culla del profumo

Nonostante, recenti scavi archeologici sull’isola di Cipro, abbiano riportato alla luce, quella che si ritiene sia la più antica fabbrica di profumi del Mediterraneo, è l’antico Egitto ad essere la culla della storia millenaria del profumo.

La terra egizia è il luogo da cui arrivano le più antiche testimonianze dell’impiego di sostanze odorose, utilizzate nei templi e nei riti sacri.

Per gli egizi il profumo era quanto di più sacro esistesse, tanto da definirlo come il “sudore divino”, il mezzo che poneva in contatto l’uomo con le divinità.

I fumi delle sostanze odorose bruciate, salivano verso il cielo, formando il sentiero che permetteva di avvicinarsi e comunicare, con gli esseri divini.

Nel più sacro dei riti, è il profumo la via, che conduce alla terra divina.

Inizialmente, la manipolazione delle sostanze aromatiche era a totale appannaggio dei Sacerdoti, che ne padroneggiavano la pratica, come mezzo di intercessione divina e come attività che garantiva loro la protezione degli dei.

L’aspetto sacro del profumo trova riscontri anche nell’antico rito dell’imbalsamazione dei Faraoni.

Svuotati delle viscere, lavati con essenze di pino e riempiti di mirra, cassia, cedrone e resine profumate, per essere infine avvolti da bende impregnate di oli aromatici, i Faraoni erano degnamente ornati, per incontrare gli dei.

Il profumo trionfa sulla morte e rappresenta l’anima divina del Faraone.

Dalla sacralità alla seduzione, il passaggio è breve, da mezzo divino e purificatore della mente, le sostanze profumate iniziano ad essere impiegate in ogni ambito della vita, permeando ogni aspetto della società egizia, con scopi e fini differenti.

Ciò che mi affascina della storia del profumo è l’osservare come nel tempo, esso abbia pervaso ogni singolo aspetto della cultura dell’uomo, dal rito sacro e spirituale, alla pratica del benessere per il corpo, fino all’arte della seduzione; il profumo tutto può e tutto avvolge.

La terra di Punt

Studiosi ed archeologi, da sempre, sono affascinati dai confini indefiniti della terra di Punt.

E’ un luogo sacro e suggestivo, ancora oggi non ben localizzato, un luogo che sulle mappe geografiche si sovrappone a terre perdute nel tempo, animando l’immaginario collettivo.

Dalle azzurre cascate del Nilo, attraversando luoghi in cui la natura mostra tutta la sua straordinaria bellezza, si snoda il viaggio nel leggendario mito di altrove, la terra Punt.

Hatshepsut – La Regina Faraone

Tanta era l’abbondanza e la ricchezza di questa terra leggendaria, che la Regina Hatshepsut, la seconda donna Faraone della storia egizia, viene ricordata, ancora oggi, per la sontuosa spedizione commerciale, che ordinò di organizzare.

Hatshepsut fece costruire cinque navi, le più grandi mai viste sulle rive del Nilo, per inviare marinai ed ambasciatori in questa terra dell’abbondanza, ricca di pregiatissimi legnami, pietre preziose e odorosissime resine.

Il profumo era percepito come essenza vitale, in particolare l’incenso e la mirra erano le resine più apprezzate ed utilizzate a scopo mistico-sacrale e per questo considerate, dagli antichi Egizi, sostanze odorose più preziose dell’oro.

Tale fu l’importanza della spedizione, che la Regina fece incidere, sulle mura del tempio edificato in onore del dio Amon-ra, le scene che raccontavano il viaggio nella terra di Punt.

Tra le preziose merci descritte nei geroglifici del tempio, situato a Deir-el-Bahari, presso Tebe, particolare enfasi hanno gli aromi, le resine odorose ed i legnami pregiati, di cui la terra di Punt, rappresentava una fonte così ricca da essere considerata la terra degli dei.

La collocazione della misteriosa terra di Punt è oggetto di studi da molti anni, ma ancora oggi è solo ipotizzata, lasciando intatto il suo fascino ed il suo mistero divino.

La boccetta porta profumo – Alabastron

Sostanze così preziose, come i profumi, non potevano che essere conservate e protette in appositi contenitori, data la loro importanza divina.

Proprio agli egizi si deve, quasi certamente, il primato ed il pregio di aver inventato i primi contenitori e boccette porta profumo.

L’Alabastrom è infatti un vasetto in alabastro, utilizzato per conservare gli olii profumati e preservarne le ammirate qualità.

Di forma a goccia con larga imboccatura a colletto svasato, l’Alabastrum veniva decorato in modo più o meno elaborato, in base al pregio della sostanza destinata ad esserne contenuta.

L’Alabastrum ebbe una larga diffusione in Egitto e si estese poi a tutte le civiltà.

Il profumo dei Faraoni – il Kyphi

La più diffusa e rinomata miscela dei laboratori di profumeria egizia è sicuramente la leggendaria fragranza del Kyphi.

Utilizzato come balsamo e unguento, oppure come essenza da bruciare sugli altari, era molto amato dai Faraoni e dalle Regine, che ne apprezzavano il potere benefico e seduttivo.

L’inafferrabile verità, che avvolge nel mistero gli ingredienti e la preparazione di questa fragranza, si perde nell’arte degli esperti profumieri del tempo.

Questo a fatto sì che il Kyphi divenisse uno dei miti dell’arte profumiera.

Le diverse versioni della ricetta di questa fragranza, alcune comprendenti poco più di dieci ingredienti, altre più di sessanta, hanno reso quasi impossibile la riproduzione del Kyphi e spinto molti studiosi a ricercarne l’essenza.

Plutarco

Lo storico greco Plutarco, scrive di una essenza dalle proprietà rilassanti e lenitive, capace di conciliare il sonno.

Riferendosi al Kyphi, Plutarco ne parla così nell’opera Iside e Osiride:

“Il kyphi è un profumo composto da sedici materiali: miele, vino, uva passa, cipero, resina, mirra, legno di rosa. Si aggiungono lentisco, bitume, giunco odoroso, pazienza, ginepro, cardamomo e calamo aromatico, ma non con casualità, bensì secondo le formule indicate nei libri sacri “.

Secondo altre fonti, gli ingredienti compresi nella formula del Kyphi, erano molti di più e tra questi: il pistacchio, la menta, la cannella, l’incenso, il ginepro, il coriandolo, miele di acacia fluido, vino rosso e legno di cedro.

Sandrine Videault

Una degli ultimi allievi del maestro Edmond Roudnitska, la francese Sandrine Videault, originaria della Nuova Caledonia, che oltre ad essere nota come “naso”, è famosa per le ricostruzioni delle fragranze che hanno segnato la storia del profumo, ha lavorato per anni alla composizione della reale formula del Kyphi.

Usando, tra gli altri, il pistacchio, la menta, la cannella, l’incenso, il ginepro e la mirra, la Videault è riuscita a riprodurre e portare a noi l’antica fragranza dei Faraoni.

Sebbene, la flora dell’Egitto si sia modificata nel tempo e sia quindi impossibile usare i medesimi ingredienti, oltre alla difficoltà di interpretare le diverse ricette tramandate nel tempo, la Videault ha portato al nostro naso quella che più si avvicina alla fragranza dei Faraone.

Questo “naso” francese, ci permette di sognare ad occhi aperti e di ritrovarci immersi nell’antico Egitto; è una magia, che solo il profumo può riuscire a ricreare.

L’arte e la cultura della profumeria nell’antico Egitto fu sicuramente una delle più sofisticate, la culla di una storia, che sa essere sacra e seducente.

Nelle ricette delle fragranze più usate nell’antico Egitto e presente anche nel leggendario Kyphi, troviamo il legno di cedro.

La fragranza estratta dal legno di cedro abbraccia tutta la forza e l’energia dell’albero e si miscela dinamicamente ad altre essenze.

MCM Parfum – 11

Puoi trovare l’olio essenziale del legno di cedro nel nostro ipnotico e passionale profumo – 11 –

11 è stato creato per riprodurre l’essenza del mistero, mistico e spirituale allo stesso tempo.
Lasciati avvolge nelle note agrumate degli oli essenziali del limone, del bergamotto e dello storace, la cui immediata freschezza si bacia e si scalda di passione, con la nota legnosa del cedro.

Scopri – 11 – e risvegliati alle fragranze inebrianti e sensuali, dolci ricordi che profumano l’aria di passione.

Conclusione

L’Egitto è l’inizio di un viaggio, che sa essere sacro e seducente.

Se ti sei perso a sognare le fragranze, che fluttuavano nelle terre di Punt, se hai immaginato di poter possedere una elegante boccetta di Alabastrum, per conservare i tuoi profumi preferiti e ti sei lasciato avvolgere dall’immaginifico potere dell’essenza del Kyphi, allora ti aspettiamo al prossimo articolo.

Siamo solo all’inizio dell’affascinante storia del profumo.

Scritto ascoltando: Début di Mélanie Laurent

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